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martedì 10 marzo 2009

Primavera a Praga

Con l'arrivo della primavera è inevitabile iniziare a pensare ai viaggi; quelli estivi, che bisogna cominciare a prenotare, e quelli 'toccata e fuga' che ci si può concedere nei weekend e nei 'ponti di primavera' (1° maggio e 2 giugno quest'anno).
C'è un luogo particolarmente adatto ai ponti primaverili in cui da anni voglio portare (senza esservi mai riuscita) Daniele: PRAGA.
Andai a Praga in gita di 5a superiore (tipicoooo!), e, come spesso accade per le mete visitate in gita scolastica, assieme allo splendido ricordo dell'esperienza, conservo anche la voglia di scoprirla un po' più a fondo.
Era la fine di marzo del 2001, periodo in cui a Praga, situata nel cuore dell'Europa continentale, le temperature sono ancora estremamente rigide. Durante il soggiorno ci è capitato, infatti, di essere sorpresi da brevi nevicate, che hanno reso ancora più magica l'atmosfera di una delle capitali più suggestive d'Europa.
La capitale ceca offre al visitatore moltissimi spunti di visita e itinerari per tutti i gusti: dalla città vecchia (Staré Město) alla città nuova (Nové Město), dalla commerciale Piazza San Venceslao all'antico quartiere ebraico (Josefov).
Ma uno dei quartieri più belli a mio avviso è Malá Strana, al quale si accede attraversando il famosissimo Ponte Carlo.
Il Ponte Carlo (Karlův most), uno dei 18 che attraversano la Moldava nella capitale, è uno dei simboli della città, grazie al profilo sagomato dalla 30 statue che lo adornano. Il ponte è inoltre costellato da una miriade di artisti di strada, che in tutti i periodi dell'anno lo animano per la gioia dei turisti.

Il Ponte Carlo; sullo sfondo il Castello di Praga

Attraversando il quartiere di Malá Strana, caratterizzato da palazzi barocchi, si accede all'imponente castello di Praga, il Hrad.
Il castello è di per se un vero e proprio gioiello, che racchiude al suo interno molteplici punti di interesse.
Già dall'ingresso per esempio, il turista è catturato dallo spettacolo del cambio della guardia, meno pittoresco di quello di Buckingham Palace ma altrettanto suggestivo.
All'interno del castello, ciò che cattura maggiormente lo sguardo è l'affascinante facciata della cattedrale di San Vito, la più grande chiesa cittadina, dalle elegantissime forme gotiche.

La facciata della Cattedrale di San Vito

Altro punto focale della visita al castello è il Palazzo Reale, che purtroppo non ho avuto modo di visitare.
Ma il luogo più interessante e misterioso del castello è il 'Vicolo degli alchimisti', conosciuto anche col nome di 'Vicolo d'oro'.
La viuzza, caratterizzata dalle piccole case con le facciate colorate, è l'ultimo esempio di architettura medievale del castello. Le casette degli alchimisti si sono trasformate ormai in negozietti di souvenir, ma conservano perfettamente il loro fascino d'altri tempi.

Il Vicolo d'Oro

In particolare, a suscitare la curiosità del turista è la casetta al numero 22, luogo in cui lo scrittore ceco più famoso, Franz Kafka, soggiornò per un paio d'anni.
Proprio dal castello di Praga infatti Kafka prese ispirazione per quella che avrebbe dovuto essere la sua opera più importante, il romanzo, pubblicato postumo e incompiuto, dal titolo 'Il castello'.
Tuttavia, le atmosfere cupe che il romanzo evoca non rendono giustizia al fascino e alla magia che questo castello trasmette al visitatore.
Provare per credere!

lunedì 2 marzo 2009

Westminster Abbey

Che fossi innamorata della Gran Bretagna e di Londra penso che ormai tutti l’avessero capito.
Ebbene, io ci provo a stare con i piedi per terra e a non pensare costantemente ai miei passati viaggi nella capitale e al prossimo tour dell’isola che mi porterà a visitarne le attrazioni principali, ma con questo tempo nebbioso vivacizzato da micro-gocce di pioggia proprio non ce la faccio a togliermi dalla mente quei luoghi tanto amati…
La prima cosa che ho pensato guardando fuori dalla finestra di casa di Daniele dopo aver fatto colazione è stata: “ecco, proprio come quella domenica che per rifugiarci dalla pioggerellina battente ci siamo intrufolati dentro Westminster Abbey beccandoci 40 minuti di messa…”… peccato che lo scenario che mi si presentava davanti stamane era una selva di condomini e decine di auto in fila al semaforo col sottofondo del fischione della ceramica che belava…
Sorvoliamo.
Quindi ho deciso che in questa giornata di riposo dal lavoro avrei dedicato un post a Westminster Abbey, magnifica custode della storia d’Inghiterra.
La grande chiesa capolavoro del gotico inglese fu fatta edificare nel XII secolo da Edoardo il Confessore nel luogo dove, dal VII secolo, esisteva una chiesa anglosassone dedicata a San Pietro.
Nel corso dei secoli molteplici sono stati gli interventi che hanno portato la chiesa ad avere l’aspetto attuale, ultimo dei quali la realizzazione, nel XVIII secolo, della facciata in stile neogotico che tutti possiamo ammirare.

Westminster Abbey

Da quando Guglielmo il Conquistatore nel 1066 vi si fece incoronare sovrano, l’Abbazia di Westminster ha ospitato tutte le incoronazioni di regnanti inglesi tranne due (ultima quella dell’attuale Regina Elisabetta II).
Così come ha ospitato gran parte delle cerimonie funebri degli stessi sovrani e di numerosi membri della famiglia reale, alcuni dei quali sepolti tra le mura della chiesa (molti ricorderanno le esequie della Principessa Diana, tenutesi proprio a Westminster).
A tal proposito, la cappella che più di tutte ha suscitato il mio interesse e la mia emozione è stata quella della Regina Elisabetta I, quel grandissimo personaggio che ha regalato all’Inghilterra il periodo più florido della sua storia, conosciuto come Golden Age.

Monumento funebre a Elisabetta I

Altro “angolo” speciale dell’Abbazia è quello conosciuto come il Poets’ Corner, dove sono sepolte personalità celebri della storia letteraria del Paese, tra cui Geoffrey Chaucer, Charles Dickens, Rudyard Kipling e molti altri. Non fatevi però ingannare dalla lapide commemorativa del grande bardo William Shakespeare… egli non riposa infatti tra le mura di Westminster ma nella Holy Trinity Church di Stratford-upon-Avon, suo paese natale.
Westminster Abbey ospita invece la tomba del milite ignoto (Tomb of the Unknown Soldier), creata come in gran parte del continente per commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale.

Navata centrale dell'Abbazia di Westminster: in primo piano la tomba del milite ignoto

Annessi alla chiesa, di grande interesse sono la Chapter House, ovvero la sala capitolare e il Great Cloister, il chiostro principale dell’abbazia.
La visita all’Abbazia di Westminster, che vi accoglie con le sue eleganti forme gotiche, la luce soffusa e le atmosfere d’altri tempi, diventa una vera e propria esperienza magica se viene completata dalla partecipazione ad una funzione.
È vero, quando è capitato a noi siamo entrati per caso, solo per ripararci dal maltempo, ma non mi sono mai pentita di averlo fatto!
La domenica infatti la chiesa è aperta solo per i credenti che intendono partecipare alla messa. Il cerimoniale è molto rigido: burberi signori in costume accompagnano fedeli e turisti al proprio posto, li fanno accomodare e lì si resta fino alla fine della funzione. I religiosi entrano accompagnati da canti che mi spingerei a definire gregoriani, tutti vestiti con tuniche che sembrano uscite da un film in costume, si accomodano al loro posto e l’officiante con tono solenne dà il via alla messa. L’omelia viene fatta da un pulpito sopraelevato con intarsi in legno e, davvero, alla fine del tutto, ci si rende conto di aver preso parte ad una cerimonia emozionante. Viene anche dato il libretto della messa, cosicché anche coloro che non capiscono perfettamente l’inglese possono seguire passo dopo passo lo svolgersi della funzione.
Ovviamente durante la messa non è possibile passeggiare per le navate e le cappelle della chiesa, quindi la visita e la partecipazione alla funzione devono essere fatte in due momenti differenti.
Però credetemi, l’una completa l’altra!

mercoledì 4 febbraio 2009

Views of Barcelona

Oggi, dopo settimane di maltempo, un bel sole primaverile splende alto nel cielo.
E' una di quelle giornate in cui, se mi trovassi in una delle mie adorate mete di viaggio, cercherei un bel punto panoramico per ammirare dall'alto le meraviglie che essa può offrirmi.
Una delle città che offre numerosi punti panoramici e propone da essi spettacoli mozzafiato è indubbiamente Barcellona.
Ciò è dovuto principalmente alla conformazione dei rilievi, presenti a ridosso della città e all'interno della stessa.
Uno dei più frequentati punti panoramici della città, grazie all'attrattiva che di per sé esercita sui turisti, è il Parc Guell, situato nella zona nord.
Lo splendido parco, che raccoglie un'infinità di testimonianze dell'opera dello straordinario architetto catalano Antoni Gaudì, permette infatti, dalla famosa terrazza contornata da panchine ondulate, di godere di una splendida visuale sulla città, direzione mare.

Vista dalla terrazza del Parc Guell

Salendo un pochino in altezza, la prospettiva si allarga. Così, dal monte Tibidabo, famoso per la presenza della cattedrale del Sagrat Cor e di un bel parco dei divertimenti, si può ammirare l'intera città di Barcellona e il suo litorale. Maestosa!

La chiesa del Sagrat Cor sul Tibidabo e la vista sulla città

Cambiando completamente prospettiva, dal sagrato del Palau Nacional sito in cima al Montjuic, la visuale spazia sulla città da nord a sud, lasciandosi il mare alle spalle. Una versione meno 'marittima' di Barcellona ma altrettanto suggestiva. Il Montjuic, che raccoglie molte delle strutture sportive che hanno ospitato le olimpiadi del 1992, offre molteplici punti panoramici, ed è raggiungibile, tra gli altri mezzi, dalla funicolare del Montjuic, ideale per godere di una vista sulla capitale catalana ad un passo dal cielo!

Palau Nacional sul Montjuic

Sono molti altri i punti panoramici che Barcellona offre, tra cui la piattaforma a 360° del Mirador de Colòn e l'originale tetto della Casa Milà.
Questi i miei preferiti, provare per credere... ovviamente in una splendida giornata di sole!

domenica 11 gennaio 2009

Remembering...

...Paris! Oggi è così, è uno di quei giorni che ti svegli e ti senti altrove...
Oggi tocca a Parigi... questo sole quasi primaverile velato da bonbons di nuvole mi porta con la mente alla città dell'amore...
Sarà stato anche il pain au chocolat che ho mangiato a pranzo...


Pain au chocolat

Mi ha fatto pensare alle boulangeries della periferia parigina, dove i sobborghi diventano piccoli paesi e si respira l'atmosfera della provincia francese...
Durante l'ultimo viaggio a Parigi abbiamo soggiornato il un grazioso hotel, l'Hotel Wilson, situato in uno di questi paesi che data la contiguità con la grande metropoli sarebbe più adatto definire sobborgo... Asnières-sur-Seine.
Questi quartieri sono realmente dei piccoli mondi, ognuno con la sua macelleria, panetteria, edicola, la stazione. Ognuno con una vita ed un'identità propria che assomigliano ma vanno oltre a quella della grande capitale.
Ecco... oggi mi sento lì, così, seduta ad un caffé con il mio pain au chocolat in mano e la leggerezza nel cuore che solo una vacanza può regalarti.
Peccato che sia solo un sogno...
...
...
Asnières-sur-Seine

mercoledì 31 dicembre 2008

Happy New Year

Come ogni anno la prima grande città che festeggia il nuovo anno è Sydney. Diciamo... adesso!
Alle 15 in Italia Sydney entra nel 2009 tirandosi dietro il resto del mondo! E' giusto dire per correttezza che già la Nuova Zelanda un'ora fa ha iniziato il 2009... io però arrivo solo ora!
Ho deciso quindi di fare una carrellata di immagini dei Capodanni più famosi del mondo per portarvi direttamente nell'anno nuovo con qualche ora di anticipo!

Ore 15 in Italia - Capodanno a Sydney

Ore 16 in Italia - Capodanno a Tokyo

Ore 18 in Italia - Capodanno a Bangkok


Ore 22 in Italia - Capodanno a Mosca


Ore 23 in Italia - Capodanno a Atene



Ore 24... Capodanno in Italia!!! A Roma, ma anche a Parigi, Berlino e soprattutto IMOLA!!!



Ore 1 in Italia - Capodanno a Londra



Ore 6 in Italia - Capodanno a New York



Ore 9 in Italia - Capodanno a Los Angeles
...
......
*** Happy 2009!!! ***
...

martedì 2 dicembre 2008

To Daniele

Natale si avvicina...
Sono due le tappe che segnano l'avvicinarsi del Natale per me: il 2 dicembre, oggi, ovvero il compleanno del mio fidanzato Daniele e l'8 dicembre che da sempre per me è sinonimo di montagna.
Nonostante le ristrettezze economiche ed una serie di impegni anche quest'anno siamo riusciti ad organizzare per andare in montagna tre giorni... una piccola consolazione.
L'anno scorso in questo momento stavo facendo una delle esperienze di viaggio più belle che mi siano capitate nella vita, ovviamente con il mio amore Daniele.
Il 2 dicembre 2007 eravamo a Londra con i nostri amici Fabio e Caterina.
Proprio sul far della sera io e Daniele abbiamo deciso di fare un mega-tour di Londra by night (a quest'ora ormai è buio...) e, presa la metropolitana, abbiamo iniziato a scorrere sulla Tube-Map le fermate più interessanti... Westminster, Tower Hill, St. James' Park...
Il risultato sono state due ore di corse e di pioggia, le due ore più emozionanti della mia vita!
Perché ero con la persona che più amo al mondo, perché ero in una delle città che più amo al mondo, perché stavo facendo la cosa che più amo al mondo, viaggiare!
Queste sono le foto scattate in quelle due ore...

Houses of Parliament

Big Ben

London Eye


Tower of London

Tower of London

Tower Bridge

Buckingham Palace

A Daniele... Auguri!

martedì 28 ottobre 2008

Roma, Roma, Roma

Una delle passioni che accomuna me e il mio fidanzato Daniele ( o meglio… è stato lui che me l’ha trasmessa in gran parte) è quella per il tennis.
Questa passione ci ha portato negli anni a viaggiare con lo scopo di andare a vedere tornei di rilevanza internazionale in Italia e all’estero, approfittandone ovviamente per fare anche qualche bel giro culturale.
Proprio il tennis mi ha portato a visitare per la prima volta tre anni fa la magica, grande, bellissima capitale d’Italia… ROMA!
Ormai quello con gli Internazionali d’Italia di Tennis è infatti un appuntamento fisso per noi (dal 2005 ci siamo persi solo quest’anno ma l’anno prossimo è già in previsione un saltino al Foro Italico) così come lo è la visita della splendida città che li ospita.
Un po’ alla volta abbiamo iniziato così a scoprire le meraviglie della città eterna e ce ne siamo davvero innamorati, complice il clima favorevole dei primi di maggio.
La nostra base fissa è un B&B nella zona del Vaticano, posizione strategica per visitare la città, così come per raggiungere il Foro Italico (una volta abbiamo raggiunto i campi via Tevere con il battello partendo da Castel Sant’Angelo… molto più rilassante del traffico stradale della capitale!).
Roma è una città davvero incredibile con una storia pazzesca e una miriade di monumenti, chiese, palazzi, musei di un livello che nessun’altra città al mondo può vantare.
Per questo è molto difficile dire quali cose valgano la pena di essere visitate o meno… tutto vale la pena!
Il monumento preferito da Daniele è il Vittoriano, conosciuto anche come Altare della Patria. Pur non essendo il mio monumento romano preferito ammetto che la costruzione massiccia ed imponente cattura facilmente lo sguardo del turista che resta stupito da tanta magnificenza.


Il Vittoriano

All’interno contiene il Sacrario delle Bandiere e nella zona retrostante con ingresso sui Fori Imperiali ospita mostre temporanee di notevole livello. Nel 2007 abbiamo visitato lì la mostra “Chagall delle meraviglie”, una della più belle che abbia mai visto!

Il Vittoriano di notte

La zona che dai Fori Imperiali va al Colosseo è una delle più affascinati di tutta la capitale. È incredibile addentrarsi tra le rovine antiche e pensare a quanto fosse importante la città di Roma nell’antichità!

Vista dei Fori Imperiali e del Colosseo dal Vittoriano

Chi ama la storia dell’antica Roma non può perdersi una visita ai Musei Capitolini, con ingresso su Piazza del Campidoglio. Dalla terrazza del ristorante si gode anche di una splendida vista sulla città!
Per quanto mi riguarda, sembrerà banale ma forse forse il mio monumento preferito a Roma è la Fontana di Trevi… Trovo che sia di un romanticismo e di un’eleganza straordinari!

Fontana di Trevi - particolare

Ma che dire di Piazza di Spagna con la sua scalinata? La prima volta che andammo, nel 2005, la scalinata era sommersa dalle piante di azalee fiorite sui toni del rosa e del bianco, un colpo d’occhio favoloso!

Claudia sulla scalinata di Piazza di Spagna

Piazza Navona è un altro luogo imperdibile, il surplus della Roma barocca, il cui punto focale è la fontana dei Quattro Fiumi del Bernini.
Bellissima è anche Villa Borghese, con la sua inestimabile collezione d’arte e il suo splendido parco.

Daniele davanti all'ingresso della Galleria Borghese

Per concludere il top di Roma non mi resta che citare Piazza San Pietro con l’omonima basilica. La Basilica di San Pietro è considerata la chiesa più grande del mondo ed è davvero quella l’impressione che si ha entrando nella basilica dopo essere stati catturati dall’abbraccio del possente colonnato del Bernini. Un luogo davvero emozionante e di un valore architettonico ed artistico inestimabile (nella chiesa tra le altre sculture potete trovare il capolavoro di Michelangelo “Pietà”).

La Basilica di San Pietro

Quelli citati sono solo alcuni dei luoghi che hanno lasciato un segno nel mio cuore durante le mie varie “vacanze romane”; potrei citarne altri cento, dal Pantheon a Piazza del Popolo, da San Giovanni in Laterano a San Paolo Fuori le Mura, da Santa Maria Maggiore a San Pietro in Vincoli con la statua del Mosè di Michelangelo… fino ad arrivare a quei luoghi che ancora non ho avuto l’occasione di visitare ma che spero di visitare presto, primi fra tutti la Cappella Sistina e i Musei Vaticani.
Per il momento mi godo le splendide foto che in questi anni abbiamo scattato in lungo e in largo per la capitale… aspettando maggio e i prossimi Internazionali d’Italia!

martedì 21 ottobre 2008

Belgio 4 - Bruxelles

L’ultima tappa del nostro viaggio in Belgio è stata la capitale, Bruxelles.
Il nostro hotel, l’Hotel Bedford, si trovava in zona centralissima ed era davvero molto bello, con camere ampie e confortevoli.
Abbiamo iniziato la visita della città dalla zona degli organi governativi della UE che rimane un po’ fuori dal centro. Purtroppo però a causa dei tanti cantieri, dei palazzi un po’ anonimi e del tempo infausto non ne abbiamo avuto un’ottima impressione.
In seguito ci siamo incamminati verso il Parc du Cinquantenaire, l’ampio spazio verde che ospita un arco di trionfo somigliante alla Porta di Brandeburgo.

Arco di Trionfo nel Parc du Cinquantenaire

Anche lì la pioggia battente ci ha costretti a scappare dopo pochi minuti.
Abbiamo deciso quindi di andare a visitare la chiesa del Sacré Cœur che si trova dalla parte opposta della città. Raggiunta la chiesa abbiamo scattato qualche foto ma poi abbiamo deciso di non entrare e quindi siamo tornati indietro.
Dopo essere tornati in centro ci siamo diretti a piedi verso l’albergo stremati dalla pioggia. Passando davanti alla statua del Manneken Pis, il cittadino più famoso di Bruxelles, siamo stati attratti da una baracchina di gaufres. Costavano un po' care ma quelle con le fragole e la crème chantilly erano davvero devastanti!

Manneken Pis, il bambino che fa pipì simbolo di Burxelles

La gaufre fragole e crème chantilly

Il giorno successivo ci siamo svegliati col sereno ma, il tempo di tornare da colazione e già si era rannuvolato.
Il centro di Bruxelles si divide in due zone principali, la città alta e la città bassa.
Abbiamo iniziato la visita da quest’ultima. Per prima abbiamo visitato la chiesa di Notre Dame de la Chapelle, poi, passando davanti al Manneken Pis, ci siamo diretti verso la Grand Place, la chiesa di St. Nicolas e la Bourse che vi si trova a fianco.
Successivamente siamo andati alla ricerca di Zinneke Pis, ovvero il cane che fa pipì come il Manneken Pis. Da Zinneke ci siamo diretti verso la vicina chiesa di St.e Cathérine.

Zinneke Pis

Con la visita del teatro della Monnaie e di Jeanneke Pis, la sorellina di Manneken che si trova in una piccola trasversale della pittoresca Rue de Bouchers, abbiamo concluso il tour della città bassa.

Jeanneke Pis

Abbiamo quindi attraversato le Galéries de St. Hubert, al termine delle quali inizia la città alta. Dopo aver oltrepassato la chiesetta della Madeleine ci siamo diretti verso la cattedrale di Bruxelles, la chiesa di St. Michel et St.e Gudule.
La chiesa è veramente bella, di un gotico chiaro e luminoso che ricorda le grandi cattedrali della Francia settentrionale. L’interno è sobrio ed elegante e vi spiccano le statue dorate dei due santi a cui è intitolata la cattedrale.
La cattedrale ha un parchetto antistante con panchine e sdraio dove godersi cinque minuti di relax e possibilmente un po’ di sole.

La Cattedrale

In seguito abbiamo attraversato il Parc de Bruxelles e ci siamo diretti verso il Palazzo Reale. Il palazzo era aperto al pubblico e gratuito. Siamo entrati per la visita e siamo rimasti davvero ammirati dallo sfarzo e dalla magnificenza delle sue sale, tra le più belle d’Europa a mio avviso.

Il palazzo reale

Usciti, abbiamo costeggiato il palazzo e siamo scesi per la lunga arteria stradale che conduce al palazzo di giustizia lungo la quale abbiamo ammirato la chiesa di St. Jacques-sur-Coudenberg, Notre Dame des Victoires au Sablon e il Jardin du Petit Sablon.
Attraverso la Place du Grand Sablon siamo poi tornati nuovamente verso la città bassa.
Prima di rientrare in hotel siamo andati a visitare il Musée de la Ville de Bruxelles, incuriositi dalla raccolta di più di 400 abitini di Manneken Pis.
La giornata si è conclusa con una carbonara, discreta ma niente a che vedere con quella di Anversa!!!
Il giorno successivo è stato ricco di pioggia, pioggia, pioggia.
Abbiamo optato quindi per un supergiro dei centri commerciali, nella speranza che venisse il sereno. Li abbiamo passati tutti, il Centre Monnaie, Inno, City2… ma il sole proprio non ne voleva sapere di uscire. La giornata si è conclusa in fretta, con l’acquisto di qualche souvenir e qualche foto alla Grand Place.

Il municipio nella Grand Place

L’indomani abbiamo concluso la nostra visita a Bruxelles e con essa il nostro viaggio in Belgio.
Viste le previsioni favorevoli abbiamo provato a dirigerci verso il grande parco di Laeken, ai margini del quale si trova il famoso Atomium e il parco di divertimenti Minieurope, che abbiamo visitato. Il parco è molto ben fatto e divertente, si ha la possibilità ascoltare gli inni nazionali in corrispondenza dei paesi rappresentati nonché di vedere effetti speciali e far muovere automobili, navi, aerei… A rovinare il tutto il solito tempo uggioso…

L'Atomium visto dal parco della Minieurope

Usciti dal parco ci siamo fermati un po’ a fotografare l’Atomium dopodiché ci siamo diretti verso Laeken dove si trovano un castello reale, la torre giapponese e la pagoda cinese.
Peccato che abbia continuato a piovere!
Ci siamo inzuppati per bene i piedi e, presi dallo sconforto, siamo tornati verso il centro, senza finire il tour.
Così è finita la nostra vacanza in Belgio. Una cosa è certa, questa vacanza avrebbe potuto essere superlativa ma il fatto di essere stata funestata dal cattivo tempo le ha rubato molto del suo fascino, in particolare per quanto riguarda la capitale. È vero anche che il clima fa parte di un Paese in bene o in male…
Ad ogni modo… Bruxelles è una capitale, e come tale non può mai deludere. Una capitale ha sempre qualcosa di più delle altre città, a partire dallo spirito, dall’atmosfera, dalla manifesta importanza.
E Bruxelles non è solo la capitale del Belgio ma anche la capitale d’Europa. Non è strano quindi sentirla un po’ nostra, vero? E poi chi non vorrebbe avere un concittadino, o un connazionale, come Manneken Pis?

venerdì 17 ottobre 2008

Dublin's Bridges

Oggi mi sono svegliata che alla radio passavano una canzone che mi piace da morire, “Stuck in a moment” degli U2.
Allora mi sono detta, in onore della band irlandese, perché non scrivere un bel post su Dublino e cogliere l’occasione per augurare ai miei amici Caterina e Fabio buon viaggio data la loro prossima partenza per l’Irlanda?
Eccolo qua!
Premetto che non sono mai stata a Dublino nonostante sia da ben 6 anni una meta molto ambita per me, allora mi sono chiesta: su cosa puntare?
Sarebbe banale e riduttivo parlare di una città come Dublino in dieci righe, anche perché una nazione come l’Irlanda ha storia e cultura da vendere, quindi ho deciso di parlare di un aspetto che mi affascina molto nelle città in generale, i ponti.
Questo perché io adoro le città che sorgono sui fiumi, trovo che abbiano un fascino molto particolare, specialmente di notte, e la capitale irlandese sorge proprio sul fiume Liffey, a pochi chilometri dalla foce.
Uno dei ponti più famosi di Dublino è indubbiamente l’O’Connell Bridge, il cui aspetto attuale è dovuto ad una ristrutturazione del 1879 del più antico Carlisle Bridge, poco adatto a sorreggere il crescente traffico della capitale.
Il ponte è dedicato a Daniel O’Connel, famoso politico nazionalista irlandese del XIX secolo.


O'Connell Bridge

Un altro piccolo ponte O’Connel si trova all’interno del parco St. Stephen’s Green.
Tornando al fiume Liffey, un altro ponte interessante è il Millennium Bridge, costruito nel 1999 e inaugurato nel 2000 per festeggiare l’inizio del nuovo millennio.

Millennium Bridge

Si trova vicino al più conosciuto e pittoresco Ha’penny Bridge, così chiamato perché quella era la cifra che si doveva pagare per l’attraversamento al momento della sua costruzione nel 1816. Il ponte è stato restaurato e riportato al colore originale tra il 2001 ed il 2003.

Ha'Penny Bridge

Ma il ponte più straordinario di Dublino a mio avviso è il James Joyce Bridge, inaugurato nel 2003 e dedicato al celebre scrittore Irlandese. Il ponte è stato progettato da uno dei miei miti, l’architetto spagnolo Santiago Calatrava.

James Joyce Bridge

Il più antico ponte di Dublino invece è il Queen Maeve Bridge costruito nel 1764.
Sono solo alcuni dei ponti di Dublino, ma sono sicuramente i più caratteristici.
Essendo Dublino una città a misura d’uomo nella quale il fiume occupa un ruolo di centrale importanza non passerà giorno in cui, visitando la città non vi troverete ad attraversare uno o alcuni di questi ponti… per lo meno così dicono!
Spero di poterlo appurare al più presto!

mercoledì 1 ottobre 2008

British Sound

Stamattina non avendo il coraggio di alzarmi da letto ho acceso la tele su MTV con la speranza che un po’ di musica mi desse la carica per uscire dalle lenzuola.
Neanche a farlo apposta passavano “Viva la Vida”, la canzone dei Coldplay che in questo momento è la mia preferita in assoluto. Poi è stata la volta del video di “Something Beautiful”, di Robbie Williams… Il sound British mi ha dato alla testa ed è da stamattina che non mi tolgo Londra dai pensieri!

Uno dei miei luoghi preferiti a Londra è Leicester Square una piazza che, nonostante si trovi nel modaiolo quartiere di Soho a pochi metri dalla ben più famosa Piccadilly Circus, non è molto battuta dai turisti.
È invece una meta molto conosciuta dai londinesi grazie ai molteplici teatri, cinema e ristoranti che ospita.

Leicester Square

È lì che normalmente andiamo a mangiare dopo le gite alla National Gallery che si trova anch’essa a poca distanza dalla piazza.

Dalla National Gallery alla Piazza

Immersa nel quadrato verde che rappresenta il cuore di Leicester Square si trova la statua di William Shakespeare circondata da quelle di altri personaggi celebri britannici e non (tra cui il pittore Joshua Reynolds e Charlie Chaplin).

La statua di William Shakespeare

La piazza è quasi interamente chiusa al traffico ed è un luogo ottimale per trascorrere alcune ore di relax curiosando tra i negozietti di souvenir.
In un angolo della piazza si trova lo Swiss Center il cui orologio si anima allo scoccare dell’ora con figurine in costumi svizzeri e campane.

L'orologio dello Swiss Centre