Visualizzazione post con etichetta Europa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Europa. Mostra tutti i post

venerdì 3 aprile 2009

Shrewsbury

La cosa più straordinaria dell'organizzazione di un viaggio fly&drive fai-da-te è la scelta delle tappe.
Sono giorni ormai che mi spulcio in lungo e in largo le mie amate guide della Gran Bretagna per cercare le mete giuste e organizzarle in modo da dare al percorso un senso compiuto.
Devo dire che pian pianino il mio viaggio di laurea sta prendendo forma e ogni giorno che passa sono sempre più infuocata all'idea della partenza!
Come tutti i Paesi europei, la Gran Bretagna offre centinaia di destinazioni fantastiche che vorrei includere nel mio tour, ma, data la brevità della permanenza, i tagli sono obbligati.
Per questo mi sono buttata su mete che in un modo o nell'altro significano qualcosa per me.
Tra esse c'è ovviamente Liverpool, città sulla quale si è basata la mia tesi di laurea. Infatti, il mio lavoro si è concentrato proprio sull'analisi della traduzione delle pagine dedicate a tale città da tre famossissime guide turistiche, pubblicate originariamente in inglese e in seguito in italiano.
Il mio interesse nei confronti della traduzione del testo turistico è nato però un paio d'anni fa, quando la mia professoressa di Lingua e Traduzione Inglese, che sarebbe diventata in seguito mia relatrice per la tesi, propose all'interno del suo corso un esercizio di traduzione sul dépliant di una piccola cittadina inglese dello Shropshire, famosa per essere la città natale di Charles Darwin e il teatro delle storie di un monaco erborista nato dalla fantasia di una scrittrice inglese.
Da allora il nome del villaggio, Shrewsbury, vaga nella mia mente, e solo dopo aver tracciato il percorso immaginario del mio viaggio in Gran Bretagna mi sono accorta che avrei potuto dedicare una visita a questa deliziosa cittadina.
Essa giace distesa nelle campagne dello Shropshire, a pochi chilometri dal confine col Galles, circondata da un ansa del fiume Severn.
Tra le attrazioni principali della città spicca l'Abbazia di origine normanna nella quale è ambientata la serie di romanzi gialli che vede come protagonista Brother Cadfael, un monaco erborista medievale molto famoso in terra britannica, meno dalle nostre parti.

Shrewsbury Abbey

Alle sue vicende sono dedicati veri e propri percorsi a tema che conducono nei luoghi resi celebri dai romanzi dell'autrice Ellis Peters.
Di notevole interesse sono anche il castello medievale ma soprattutto il centro storico della città, che in gran parte conserva edifici medievali-rinascimentali di notevole pregio, tra cui il vecchio magazzino dalla facciata a graticcio che ospita lo Shrewsbury Museum & Art Gallery.

Il castello di Shrewsbury

La cittadina si rivela così una piccola chicca nel cuore della campagna inglese, perfettamente inseribile nel tragitto che da Liverpool porta a Cardiff.
Non vedo l'ora di visitarla!


Chi ci fosse già stato e avesse qualche feedback da darmi è come al solito il benvenuto!

...
Nel frattempo ne approfitto per lanciare un piccolo sondaggio... visto che le mete che ho in testa sono tante e visto che potrebbe capitare di doverne eliminare qualcuna, anche in fase di tour, mi piacerebbe sapere, tra quelle in elenco, quali mete mi consigliate o ritenete imperdibili, per esperienza o anche solo x sentito dire!
...

Grazie!

... ...
Foto e mappa da: http://www.visitshrewsbury.com/

...

martedì 17 marzo 2009

Di tutto un po'...

Ho fatto una capatina per ricordare a tutti che oggi è San Patrizio, il santo partono d'Irlanda.
E' una festa che ovviamente non appartiene alla nostra tradizione, ma, vista la gioia e l'allegria con cui gli irlandesi festeggiano il loro patrono, e dato che ho sempre trovato la storia e le tradizioni irlandesi mooolto affascinanti, colgo l'occasione per augurare a tutti gli amanti dell'isola di smeraldo un
...
HAPPY SAINT PATRICK'S DAY!

...
Passando di qua poi, ho visto l'invito di Anna Righeblu ad un simpatico meme "le 5 cose di cui non potrei fare a meno", quindi colgo l'occasione per parteciparvi!

Dunque dunque, vediamo un po' quali sono le “5 cose di cui non potrei fare a meno”...

- Internet: perché ormai sarei persa senza web!!! Per organizzare i miei viaggi, per i miei blog, per i miei amici, per lo svago...
...
- L'agenda: non perché sia una donna mooooooolto impegnata, ma solo perché sono una smemorata c-r-o-n-i-c-a!!!
...
- I viaggi: che mi permettono di scoprire mondi nuovi, di vivere nuove esperienze, di evadere dalla quotidianità...
...
- Il mio anello di fidanzamento: perché ogni volta che lo guardo vedo riflesso il mio amore (e poi perché sono un po' vanitosa...).
...
- Un bicchiere d'acqua sul comodino: assolutamente indispensabile. Non si sa mai...
...
Volià! Intanto invito Vale e Pinky a partecipare al meme, se poi qualcun altro vuole partecipare, ben venga!!!

martedì 10 marzo 2009

Primavera a Praga

Con l'arrivo della primavera è inevitabile iniziare a pensare ai viaggi; quelli estivi, che bisogna cominciare a prenotare, e quelli 'toccata e fuga' che ci si può concedere nei weekend e nei 'ponti di primavera' (1° maggio e 2 giugno quest'anno).
C'è un luogo particolarmente adatto ai ponti primaverili in cui da anni voglio portare (senza esservi mai riuscita) Daniele: PRAGA.
Andai a Praga in gita di 5a superiore (tipicoooo!), e, come spesso accade per le mete visitate in gita scolastica, assieme allo splendido ricordo dell'esperienza, conservo anche la voglia di scoprirla un po' più a fondo.
Era la fine di marzo del 2001, periodo in cui a Praga, situata nel cuore dell'Europa continentale, le temperature sono ancora estremamente rigide. Durante il soggiorno ci è capitato, infatti, di essere sorpresi da brevi nevicate, che hanno reso ancora più magica l'atmosfera di una delle capitali più suggestive d'Europa.
La capitale ceca offre al visitatore moltissimi spunti di visita e itinerari per tutti i gusti: dalla città vecchia (Staré Město) alla città nuova (Nové Město), dalla commerciale Piazza San Venceslao all'antico quartiere ebraico (Josefov).
Ma uno dei quartieri più belli a mio avviso è Malá Strana, al quale si accede attraversando il famosissimo Ponte Carlo.
Il Ponte Carlo (Karlův most), uno dei 18 che attraversano la Moldava nella capitale, è uno dei simboli della città, grazie al profilo sagomato dalla 30 statue che lo adornano. Il ponte è inoltre costellato da una miriade di artisti di strada, che in tutti i periodi dell'anno lo animano per la gioia dei turisti.

Il Ponte Carlo; sullo sfondo il Castello di Praga

Attraversando il quartiere di Malá Strana, caratterizzato da palazzi barocchi, si accede all'imponente castello di Praga, il Hrad.
Il castello è di per se un vero e proprio gioiello, che racchiude al suo interno molteplici punti di interesse.
Già dall'ingresso per esempio, il turista è catturato dallo spettacolo del cambio della guardia, meno pittoresco di quello di Buckingham Palace ma altrettanto suggestivo.
All'interno del castello, ciò che cattura maggiormente lo sguardo è l'affascinante facciata della cattedrale di San Vito, la più grande chiesa cittadina, dalle elegantissime forme gotiche.

La facciata della Cattedrale di San Vito

Altro punto focale della visita al castello è il Palazzo Reale, che purtroppo non ho avuto modo di visitare.
Ma il luogo più interessante e misterioso del castello è il 'Vicolo degli alchimisti', conosciuto anche col nome di 'Vicolo d'oro'.
La viuzza, caratterizzata dalle piccole case con le facciate colorate, è l'ultimo esempio di architettura medievale del castello. Le casette degli alchimisti si sono trasformate ormai in negozietti di souvenir, ma conservano perfettamente il loro fascino d'altri tempi.

Il Vicolo d'Oro

In particolare, a suscitare la curiosità del turista è la casetta al numero 22, luogo in cui lo scrittore ceco più famoso, Franz Kafka, soggiornò per un paio d'anni.
Proprio dal castello di Praga infatti Kafka prese ispirazione per quella che avrebbe dovuto essere la sua opera più importante, il romanzo, pubblicato postumo e incompiuto, dal titolo 'Il castello'.
Tuttavia, le atmosfere cupe che il romanzo evoca non rendono giustizia al fascino e alla magia che questo castello trasmette al visitatore.
Provare per credere!

lunedì 2 marzo 2009

Westminster Abbey

Che fossi innamorata della Gran Bretagna e di Londra penso che ormai tutti l’avessero capito.
Ebbene, io ci provo a stare con i piedi per terra e a non pensare costantemente ai miei passati viaggi nella capitale e al prossimo tour dell’isola che mi porterà a visitarne le attrazioni principali, ma con questo tempo nebbioso vivacizzato da micro-gocce di pioggia proprio non ce la faccio a togliermi dalla mente quei luoghi tanto amati…
La prima cosa che ho pensato guardando fuori dalla finestra di casa di Daniele dopo aver fatto colazione è stata: “ecco, proprio come quella domenica che per rifugiarci dalla pioggerellina battente ci siamo intrufolati dentro Westminster Abbey beccandoci 40 minuti di messa…”… peccato che lo scenario che mi si presentava davanti stamane era una selva di condomini e decine di auto in fila al semaforo col sottofondo del fischione della ceramica che belava…
Sorvoliamo.
Quindi ho deciso che in questa giornata di riposo dal lavoro avrei dedicato un post a Westminster Abbey, magnifica custode della storia d’Inghiterra.
La grande chiesa capolavoro del gotico inglese fu fatta edificare nel XII secolo da Edoardo il Confessore nel luogo dove, dal VII secolo, esisteva una chiesa anglosassone dedicata a San Pietro.
Nel corso dei secoli molteplici sono stati gli interventi che hanno portato la chiesa ad avere l’aspetto attuale, ultimo dei quali la realizzazione, nel XVIII secolo, della facciata in stile neogotico che tutti possiamo ammirare.

Westminster Abbey

Da quando Guglielmo il Conquistatore nel 1066 vi si fece incoronare sovrano, l’Abbazia di Westminster ha ospitato tutte le incoronazioni di regnanti inglesi tranne due (ultima quella dell’attuale Regina Elisabetta II).
Così come ha ospitato gran parte delle cerimonie funebri degli stessi sovrani e di numerosi membri della famiglia reale, alcuni dei quali sepolti tra le mura della chiesa (molti ricorderanno le esequie della Principessa Diana, tenutesi proprio a Westminster).
A tal proposito, la cappella che più di tutte ha suscitato il mio interesse e la mia emozione è stata quella della Regina Elisabetta I, quel grandissimo personaggio che ha regalato all’Inghilterra il periodo più florido della sua storia, conosciuto come Golden Age.

Monumento funebre a Elisabetta I

Altro “angolo” speciale dell’Abbazia è quello conosciuto come il Poets’ Corner, dove sono sepolte personalità celebri della storia letteraria del Paese, tra cui Geoffrey Chaucer, Charles Dickens, Rudyard Kipling e molti altri. Non fatevi però ingannare dalla lapide commemorativa del grande bardo William Shakespeare… egli non riposa infatti tra le mura di Westminster ma nella Holy Trinity Church di Stratford-upon-Avon, suo paese natale.
Westminster Abbey ospita invece la tomba del milite ignoto (Tomb of the Unknown Soldier), creata come in gran parte del continente per commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale.

Navata centrale dell'Abbazia di Westminster: in primo piano la tomba del milite ignoto

Annessi alla chiesa, di grande interesse sono la Chapter House, ovvero la sala capitolare e il Great Cloister, il chiostro principale dell’abbazia.
La visita all’Abbazia di Westminster, che vi accoglie con le sue eleganti forme gotiche, la luce soffusa e le atmosfere d’altri tempi, diventa una vera e propria esperienza magica se viene completata dalla partecipazione ad una funzione.
È vero, quando è capitato a noi siamo entrati per caso, solo per ripararci dal maltempo, ma non mi sono mai pentita di averlo fatto!
La domenica infatti la chiesa è aperta solo per i credenti che intendono partecipare alla messa. Il cerimoniale è molto rigido: burberi signori in costume accompagnano fedeli e turisti al proprio posto, li fanno accomodare e lì si resta fino alla fine della funzione. I religiosi entrano accompagnati da canti che mi spingerei a definire gregoriani, tutti vestiti con tuniche che sembrano uscite da un film in costume, si accomodano al loro posto e l’officiante con tono solenne dà il via alla messa. L’omelia viene fatta da un pulpito sopraelevato con intarsi in legno e, davvero, alla fine del tutto, ci si rende conto di aver preso parte ad una cerimonia emozionante. Viene anche dato il libretto della messa, cosicché anche coloro che non capiscono perfettamente l’inglese possono seguire passo dopo passo lo svolgersi della funzione.
Ovviamente durante la messa non è possibile passeggiare per le navate e le cappelle della chiesa, quindi la visita e la partecipazione alla funzione devono essere fatte in due momenti differenti.
Però credetemi, l’una completa l’altra!

mercoledì 4 febbraio 2009

Views of Barcelona

Oggi, dopo settimane di maltempo, un bel sole primaverile splende alto nel cielo.
E' una di quelle giornate in cui, se mi trovassi in una delle mie adorate mete di viaggio, cercherei un bel punto panoramico per ammirare dall'alto le meraviglie che essa può offrirmi.
Una delle città che offre numerosi punti panoramici e propone da essi spettacoli mozzafiato è indubbiamente Barcellona.
Ciò è dovuto principalmente alla conformazione dei rilievi, presenti a ridosso della città e all'interno della stessa.
Uno dei più frequentati punti panoramici della città, grazie all'attrattiva che di per sé esercita sui turisti, è il Parc Guell, situato nella zona nord.
Lo splendido parco, che raccoglie un'infinità di testimonianze dell'opera dello straordinario architetto catalano Antoni Gaudì, permette infatti, dalla famosa terrazza contornata da panchine ondulate, di godere di una splendida visuale sulla città, direzione mare.

Vista dalla terrazza del Parc Guell

Salendo un pochino in altezza, la prospettiva si allarga. Così, dal monte Tibidabo, famoso per la presenza della cattedrale del Sagrat Cor e di un bel parco dei divertimenti, si può ammirare l'intera città di Barcellona e il suo litorale. Maestosa!

La chiesa del Sagrat Cor sul Tibidabo e la vista sulla città

Cambiando completamente prospettiva, dal sagrato del Palau Nacional sito in cima al Montjuic, la visuale spazia sulla città da nord a sud, lasciandosi il mare alle spalle. Una versione meno 'marittima' di Barcellona ma altrettanto suggestiva. Il Montjuic, che raccoglie molte delle strutture sportive che hanno ospitato le olimpiadi del 1992, offre molteplici punti panoramici, ed è raggiungibile, tra gli altri mezzi, dalla funicolare del Montjuic, ideale per godere di una vista sulla capitale catalana ad un passo dal cielo!

Palau Nacional sul Montjuic

Sono molti altri i punti panoramici che Barcellona offre, tra cui la piattaforma a 360° del Mirador de Colòn e l'originale tetto della Casa Milà.
Questi i miei preferiti, provare per credere... ovviamente in una splendida giornata di sole!

domenica 11 gennaio 2009

Remembering...

...Paris! Oggi è così, è uno di quei giorni che ti svegli e ti senti altrove...
Oggi tocca a Parigi... questo sole quasi primaverile velato da bonbons di nuvole mi porta con la mente alla città dell'amore...
Sarà stato anche il pain au chocolat che ho mangiato a pranzo...


Pain au chocolat

Mi ha fatto pensare alle boulangeries della periferia parigina, dove i sobborghi diventano piccoli paesi e si respira l'atmosfera della provincia francese...
Durante l'ultimo viaggio a Parigi abbiamo soggiornato il un grazioso hotel, l'Hotel Wilson, situato in uno di questi paesi che data la contiguità con la grande metropoli sarebbe più adatto definire sobborgo... Asnières-sur-Seine.
Questi quartieri sono realmente dei piccoli mondi, ognuno con la sua macelleria, panetteria, edicola, la stazione. Ognuno con una vita ed un'identità propria che assomigliano ma vanno oltre a quella della grande capitale.
Ecco... oggi mi sento lì, così, seduta ad un caffé con il mio pain au chocolat in mano e la leggerezza nel cuore che solo una vacanza può regalarti.
Peccato che sia solo un sogno...
...
...
Asnières-sur-Seine

mercoledì 31 dicembre 2008

Happy New Year

Come ogni anno la prima grande città che festeggia il nuovo anno è Sydney. Diciamo... adesso!
Alle 15 in Italia Sydney entra nel 2009 tirandosi dietro il resto del mondo! E' giusto dire per correttezza che già la Nuova Zelanda un'ora fa ha iniziato il 2009... io però arrivo solo ora!
Ho deciso quindi di fare una carrellata di immagini dei Capodanni più famosi del mondo per portarvi direttamente nell'anno nuovo con qualche ora di anticipo!

Ore 15 in Italia - Capodanno a Sydney

Ore 16 in Italia - Capodanno a Tokyo

Ore 18 in Italia - Capodanno a Bangkok


Ore 22 in Italia - Capodanno a Mosca


Ore 23 in Italia - Capodanno a Atene



Ore 24... Capodanno in Italia!!! A Roma, ma anche a Parigi, Berlino e soprattutto IMOLA!!!



Ore 1 in Italia - Capodanno a Londra



Ore 6 in Italia - Capodanno a New York



Ore 9 in Italia - Capodanno a Los Angeles
...
......
*** Happy 2009!!! ***
...

martedì 2 dicembre 2008

To Daniele

Natale si avvicina...
Sono due le tappe che segnano l'avvicinarsi del Natale per me: il 2 dicembre, oggi, ovvero il compleanno del mio fidanzato Daniele e l'8 dicembre che da sempre per me è sinonimo di montagna.
Nonostante le ristrettezze economiche ed una serie di impegni anche quest'anno siamo riusciti ad organizzare per andare in montagna tre giorni... una piccola consolazione.
L'anno scorso in questo momento stavo facendo una delle esperienze di viaggio più belle che mi siano capitate nella vita, ovviamente con il mio amore Daniele.
Il 2 dicembre 2007 eravamo a Londra con i nostri amici Fabio e Caterina.
Proprio sul far della sera io e Daniele abbiamo deciso di fare un mega-tour di Londra by night (a quest'ora ormai è buio...) e, presa la metropolitana, abbiamo iniziato a scorrere sulla Tube-Map le fermate più interessanti... Westminster, Tower Hill, St. James' Park...
Il risultato sono state due ore di corse e di pioggia, le due ore più emozionanti della mia vita!
Perché ero con la persona che più amo al mondo, perché ero in una delle città che più amo al mondo, perché stavo facendo la cosa che più amo al mondo, viaggiare!
Queste sono le foto scattate in quelle due ore...

Houses of Parliament

Big Ben

London Eye


Tower of London

Tower of London

Tower Bridge

Buckingham Palace

A Daniele... Auguri!

venerdì 21 novembre 2008

Mercatini di Natale

Sono un’amante dei Mercatini di Natale. Mi piacciono tutti, grandi piccoli, originali, commerciali… tutti! Fanno atmosfera, danno calore, sfavillano di luci che illuminano il cuore!
Questa mia passione, che è un po’ il terrore di Daniele, mi ha portato negli anni a vedere mercatini di tante città, tanto che ormai posso dirmi quasi un’esperta!
Di quasi tutti quelli che ho visitato poi conservo le tazze da Vin Brulé, un piccolo ricordo di tante belle esperienze!
Il mio amore per i mercatini è nato nel 2002 con la visita al Christkindlmarkt di Bolzano.
Sarà perché è il primo che ho visitato, sarà che Bolzano è una bella città, ma tuttora penso che sia il più bello e caratteristico in assoluto. Inoltre il centro di Bolzano è ricco di bei negozi!
Quest’anno sto cercando di convincere Daniele a riportarmici… chissà!

Mercatino di Natale a Bolzano

Un altro mercatino che ho amato molto è quello di Merano. Merano è una cittadina termale molto carina ad una ventina di chilometri da Bolzano. Il mercatino si snoda lungo la via principale che costeggia il fiumiciattolo che attraversa la città ed uno dei migliori per quanto riguarda la gastronomia.
Anche Merano è molto carina ed è sovrastata dal famoso Castello Trauttmansdorf dove ha soggiornato più volte la principessa Sissi.

Mercatino a Merano

Delizioso è anche il mercatino di Brunico, sempre in Alto-Adige, il più gettonato da me e Daniele data la vicinanza coi nostri abituali luoghi di villeggiatura (Cencenighe Agordino e Auronzo di Cadore, dove vado da 15 anni coi miei genitori).
Anche la città di Brunico è molto carina, col castello di origine medievale arroccato sulla collinetta a ridosso del centro cittadino.
Di norma una delle prime bancarelle è quella della Milka… ;-) slurp!

Mercatino a Brunico

Valicando di una quarantina di chilometri il confine con l’Austria da San Candido si raggiunge facilmente la cittadina li Lienz.
Il mercatino di Natale ha luogo nella piazza principale dove le finestre del palazzo municipale sono addobbate in modo da formare un calendario dell’avvento.
Data la location è probabilmente il mercatino più teutonico che io abbia mai visitato, con prodotti tipici della gastronomia e dell’artigianato della tradizione austriaca/tedesca.


Mercatino a Lienz

Rientrando in Italia, spostandoci dall’Alto-Adige al Trentino, uno degli ultimi mercatini che ho visitato è quello di Arco di Trento.
La città è carina ma il mercatino è piccolo e non paragonabile a quelli dell’Alto-Adige… sarà che scendendo di latitudine si perde un po’ d’atmosfera… e poi gli influssi del Lago di Garda mitigano il clima e si sa, un buon mercatino di Natale riesce bene solo se è freddo!

Mercatino ad Arco di Trento

Prossimamente mi piacerebbe visitare i restanti mercatini dell’Alto-Adige, Vipiteno e Bressanone ma soprattutto quelli di Vienna, Norimberga e Monaco… mi mancano un po’ i mercatini d’oltralpe… spero di rimediare al più presto!


Le mie tazze



Mercatino di Natale di Bolzano, dal 28/11/08 al 23/12/08
http://www.bolzano-bozen.it/mercatino/index.html

Mercatino di Natale di Merano, dal 28/11/08 al 06/01/09
http://www.meraneradvent.it

Mercatino di Natale di Brunico, dal 28/11/08 al 06/01/09
http://www.bruneck.com/mercatino.htm

Mercatino di Natale di Lienz, dal 28/11/08 al 24/12/08 http://www.adventinlienz.at/avventoalienz.html

Mercatino di Natale di Arco di Trento, dal 21/11/08 al 23/12/08
http://www.e-20.com/ita/NataleTrentino/Arco/Iniziative/

Per info generiche: http://www.mercatini-natale.com

lunedì 10 novembre 2008

Finlandia

In questi giorni, complice Facebook, ho contattato un ragazzo finlandese che conobbi nel lontano 2000 grazie ad uno scambio culturale con la scuola.
Inutile dire che questa circostanza mi ha portato alla mente tanti ricordi che ormai avevo chiuso nei cassetti della memoria.
Il viaggio in Finlandia rappresentò per me un momento un po’ traumatico e ora, a posteriori, mi pento amaramente di non aver goduto a pieno dell’occasione che mi è stata data! Ad ogni modo, a 18 anni le priorità sono molto diverse da quelle che si possono avere a 26…
La scuola con cui abbiamo effettuato lo scambio culturale si trova a Jyväskylä, una città di circa 85.000 abitanti nel cuore della Finlandia.

La città ha un piccolo aeroporto dove siamo atterrati da Helsinki con un minuscolo aereo con le eliche. Era marzo e la pista era completamente ghiacciata! Paura!
La cosa più spettacolare della Finlandia d’inverno è, manco a dirlo, la neve!
La neve è dappertutto, tanto che è quasi difficile distinguere le cose. E questa è una cosa molto affascinante da un lato ma anche un po’ monotona…

Inverno in Finlandia

Il rapporto con la natura e con il freddo che hanno i finlandesi è molto particolare e difficile da comprendere per i mediterranei come noi. Ogni famiglia possiede di norma un cottage di vacanza che si trova… in mezzo ai boschi, sulle rive di un lago. Roba che d’inverno ci vorrebbe il gatto delle nevi solo per arrivarci!
In questi cottage l’attività principale è la sauna, a cui segue in rapida successione il bagno nel lago ghiacciato. Sembrano luoghi comuni? No, non lo sono.
A me è stato risparmiato il bagno nel lago ghiacciato ma non la sauna ed una bella pescata!
Anche i bambini più piccoli infatti sanno usare delle rudimentali trivelle con cui forare lo strato di ghiaccio del lago e creare un buco dove affondare delle piccole canne. Chiaramente non ho preso neanche un pesce e mi sono fatta “battere” dai due piccoli fratelli del mio ospite!
Nella città di Jyväskylä e nei suoi dintorni ha operato sovente il famosissimo architetto finlandese Alvar Aalto, del quale abbiamo visitato alcune costruzioni nonché il museo a lui dedicato proprio nella città di Jyväskylä, davvero degno di nota.
La città di per sé stessa è una tipica città nordica, pulita ed efficiente, dalla scuola ai trasporti, ricca di centri commerciali e strutture sportive (siamo stati alla piscina comunale che è paragonabile ad un parco acquatico italiano al chiuso!!!).

La città di Jyväskylä

Insomma, davvero notevole! Non a caso è stata votata come una delle mete più ambite dai finlandesi per un eventuale trasferimento!
Il “mio” finlandese poi si è sempre dimostrato molto disponibile facendomi provare lo sport n°1 in Finlandia, lo sci di fondo e anche il kart su ghiaccio!
È stata davvero una bella esperienza ma soprattutto un’esperienza particolare, che mi ha permesso di vivere la Finlandia vera, una terra dove il rapporto dell’uomo con l’ambiente circostante è centrale e dove l’uomo vive ancora secondo i ritmi della natura.

Tramonto sul lago di Jyväskylä

Per chi volesse avvicinare la cultura finlandese suggerisco un autore contemporaneo di piacevole lettura: Arto Paasilinna.
Attraverso i suoi libri, ambientati in Finlandia, è possibile entrare un pochino nello spirito di questo paese così lontano da noi. Io sono rimasta colpita dal titolo e circa un anno fa ho letto “Piccoli suicidi tra amici”, un libro divertente che ironizza sul triste primato di suicidi che la Finlandia possiede in Europa. Da leggere assolutamente!

lunedì 3 novembre 2008

Le Sud

Questo weekend ho stranamente beccato su Sky un film decente ad un orario decente… miracolo! Erano anni che non accadeva…
Il film era “Un’ottima annata” e più che decente lo definirei proprio carino. La storia non è particolarmente originale ma l’ambientazione è splendida.
Tranne pochi fotogrammi che mettono in evidenza una Londra volutamente troppo grigia e piovosa infatti, il film è interamente ambientato in un caldo e soleggiato sud della Francia, che mi ha portato immediatamente alla mente le sensazioni e gli odori di quella terra così suggestiva.
Quando parlo di sud della Francia parlo soprattutto di Provenza, perché è l’unica zona che ho visitato durante il meraviglioso viaggio in camper che ho fatto nel 2005.
In realtà abbiamo attraversato anche la Costa Azzurra ma era Ferragosto e, data la confusione, non abbiamo avuto modo di fermarci in nessuna delle modaiole località de la Côte.
Per me la Provenza è soprattutto Avignone, la città resa nota dalla permanenza sessantennale del papato durante la cosiddetta cattività avignonese (1309-1377)
La città di Avignone è circondata da una lunga cinta di mura che ne delimita il centro.
La via principale della città, Rue de la République, ricca di locali e negozi di souvenir, conduce direttamente alla centrale Place de l’Horloge con la sua graziosa giostra dei cavallini, dalla quale si raggiunge la Place du Palais, dove si può ammirare una parte dell’immenso Palais des Papes.

Daniele in Place du Palais

Abbiamo deciso di non visitarlo internamente ma l’esterno, dalle possenti torri e dagli archi ogivali è comunque molto affascinante.
Dalla piazza si raggiunge facilmente, attraverso gli stretti vicoli del cento ricchi di negozietti di souvenir dai quali si espande l’odore di lavanda, il ponte St Bénézet, o meglio, i resti del famoso ponte medievale cantato in una filastrocca popolare che fa più o meno così:

“ Sur le pont d’Avignon,
On y danse,
on y danse,
Sur le pont d’Avignon,
On y danse
tous en ronde”

Una canzonetta allegra e giocosa che trasmette lo spirito della solare città Provenzale.

Claudia e Daniele davanti al Ponte St. Bénézet


martedì 21 ottobre 2008

Belgio 4 - Bruxelles

L’ultima tappa del nostro viaggio in Belgio è stata la capitale, Bruxelles.
Il nostro hotel, l’Hotel Bedford, si trovava in zona centralissima ed era davvero molto bello, con camere ampie e confortevoli.
Abbiamo iniziato la visita della città dalla zona degli organi governativi della UE che rimane un po’ fuori dal centro. Purtroppo però a causa dei tanti cantieri, dei palazzi un po’ anonimi e del tempo infausto non ne abbiamo avuto un’ottima impressione.
In seguito ci siamo incamminati verso il Parc du Cinquantenaire, l’ampio spazio verde che ospita un arco di trionfo somigliante alla Porta di Brandeburgo.

Arco di Trionfo nel Parc du Cinquantenaire

Anche lì la pioggia battente ci ha costretti a scappare dopo pochi minuti.
Abbiamo deciso quindi di andare a visitare la chiesa del Sacré Cœur che si trova dalla parte opposta della città. Raggiunta la chiesa abbiamo scattato qualche foto ma poi abbiamo deciso di non entrare e quindi siamo tornati indietro.
Dopo essere tornati in centro ci siamo diretti a piedi verso l’albergo stremati dalla pioggia. Passando davanti alla statua del Manneken Pis, il cittadino più famoso di Bruxelles, siamo stati attratti da una baracchina di gaufres. Costavano un po' care ma quelle con le fragole e la crème chantilly erano davvero devastanti!

Manneken Pis, il bambino che fa pipì simbolo di Burxelles

La gaufre fragole e crème chantilly

Il giorno successivo ci siamo svegliati col sereno ma, il tempo di tornare da colazione e già si era rannuvolato.
Il centro di Bruxelles si divide in due zone principali, la città alta e la città bassa.
Abbiamo iniziato la visita da quest’ultima. Per prima abbiamo visitato la chiesa di Notre Dame de la Chapelle, poi, passando davanti al Manneken Pis, ci siamo diretti verso la Grand Place, la chiesa di St. Nicolas e la Bourse che vi si trova a fianco.
Successivamente siamo andati alla ricerca di Zinneke Pis, ovvero il cane che fa pipì come il Manneken Pis. Da Zinneke ci siamo diretti verso la vicina chiesa di St.e Cathérine.

Zinneke Pis

Con la visita del teatro della Monnaie e di Jeanneke Pis, la sorellina di Manneken che si trova in una piccola trasversale della pittoresca Rue de Bouchers, abbiamo concluso il tour della città bassa.

Jeanneke Pis

Abbiamo quindi attraversato le Galéries de St. Hubert, al termine delle quali inizia la città alta. Dopo aver oltrepassato la chiesetta della Madeleine ci siamo diretti verso la cattedrale di Bruxelles, la chiesa di St. Michel et St.e Gudule.
La chiesa è veramente bella, di un gotico chiaro e luminoso che ricorda le grandi cattedrali della Francia settentrionale. L’interno è sobrio ed elegante e vi spiccano le statue dorate dei due santi a cui è intitolata la cattedrale.
La cattedrale ha un parchetto antistante con panchine e sdraio dove godersi cinque minuti di relax e possibilmente un po’ di sole.

La Cattedrale

In seguito abbiamo attraversato il Parc de Bruxelles e ci siamo diretti verso il Palazzo Reale. Il palazzo era aperto al pubblico e gratuito. Siamo entrati per la visita e siamo rimasti davvero ammirati dallo sfarzo e dalla magnificenza delle sue sale, tra le più belle d’Europa a mio avviso.

Il palazzo reale

Usciti, abbiamo costeggiato il palazzo e siamo scesi per la lunga arteria stradale che conduce al palazzo di giustizia lungo la quale abbiamo ammirato la chiesa di St. Jacques-sur-Coudenberg, Notre Dame des Victoires au Sablon e il Jardin du Petit Sablon.
Attraverso la Place du Grand Sablon siamo poi tornati nuovamente verso la città bassa.
Prima di rientrare in hotel siamo andati a visitare il Musée de la Ville de Bruxelles, incuriositi dalla raccolta di più di 400 abitini di Manneken Pis.
La giornata si è conclusa con una carbonara, discreta ma niente a che vedere con quella di Anversa!!!
Il giorno successivo è stato ricco di pioggia, pioggia, pioggia.
Abbiamo optato quindi per un supergiro dei centri commerciali, nella speranza che venisse il sereno. Li abbiamo passati tutti, il Centre Monnaie, Inno, City2… ma il sole proprio non ne voleva sapere di uscire. La giornata si è conclusa in fretta, con l’acquisto di qualche souvenir e qualche foto alla Grand Place.

Il municipio nella Grand Place

L’indomani abbiamo concluso la nostra visita a Bruxelles e con essa il nostro viaggio in Belgio.
Viste le previsioni favorevoli abbiamo provato a dirigerci verso il grande parco di Laeken, ai margini del quale si trova il famoso Atomium e il parco di divertimenti Minieurope, che abbiamo visitato. Il parco è molto ben fatto e divertente, si ha la possibilità ascoltare gli inni nazionali in corrispondenza dei paesi rappresentati nonché di vedere effetti speciali e far muovere automobili, navi, aerei… A rovinare il tutto il solito tempo uggioso…

L'Atomium visto dal parco della Minieurope

Usciti dal parco ci siamo fermati un po’ a fotografare l’Atomium dopodiché ci siamo diretti verso Laeken dove si trovano un castello reale, la torre giapponese e la pagoda cinese.
Peccato che abbia continuato a piovere!
Ci siamo inzuppati per bene i piedi e, presi dallo sconforto, siamo tornati verso il centro, senza finire il tour.
Così è finita la nostra vacanza in Belgio. Una cosa è certa, questa vacanza avrebbe potuto essere superlativa ma il fatto di essere stata funestata dal cattivo tempo le ha rubato molto del suo fascino, in particolare per quanto riguarda la capitale. È vero anche che il clima fa parte di un Paese in bene o in male…
Ad ogni modo… Bruxelles è una capitale, e come tale non può mai deludere. Una capitale ha sempre qualcosa di più delle altre città, a partire dallo spirito, dall’atmosfera, dalla manifesta importanza.
E Bruxelles non è solo la capitale del Belgio ma anche la capitale d’Europa. Non è strano quindi sentirla un po’ nostra, vero? E poi chi non vorrebbe avere un concittadino, o un connazionale, come Manneken Pis?